ForumCommunity.net

Reply
Battaglia persa
view post Posted on 3/9/2008, 15:05Quote

Advanced Member

Group: Member
Posts: 90


Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/12/2009, 16:05


ho visto che con pochi euri si puo realizzare un piccolo libro catalogo sulla C&C (con 5 euro circa 20 pagine) in cui inserire le foto dello scempio le foto degli scempiatori e degli scempiati correlate a brevi scritti scientifici o poetici o politici!
farne il catalogo dell'ipotetica mostra vetrina da allestire in via terme!distribuirla come e negli eventi culturali della provincia!
magari con l'aiuto di uno sponsor!
insomma farne quasi un motivo d'attrazione turistica. un depliant.un vanto.
l'installazione dovrebbe essere leggera..aerea..un luogo codificato,riconoscibile e allo stesso tempo guardabile e orribile.
un salotto,una cucina inusabile ricoperta di polvere, un paesaggio ..un interno(interiore) desolato
come se fosse una fine.come se fosse una battaglia persa.
e adesso via con l'ottimismo...
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 3/9/2008, 16:28Quote
Avatar

Senior Member

Group: Administrator
Posts: 541
Location: Battaglia Terme


Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/12/2009, 21:48


fantastica idea beniamin.....i cartelli stradali sarebbero perfetti di conseguenza. per il catalogo è una spesa che siamo disposti a sostenere credo
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
claudiop
view post Posted on 3/9/2008, 17:18Quote

Utente cancellato






Tonino guerra non avrebbe saputo fare di meglio: scenografia, sceneggiatura e la conclusione sull'ottimismo!
Mi piace molto il titolo e l'immagine della cucina o salotto ricoperto di polvere. Devo dire che a questo punto potresti andar oltre. ho visto i personaggi in quel salotto e in quella cucina, aggirarsi polverosi, conversare, litigare, guardare il reality in cucina e la partita in salotto. ad ogni movimento sollevarsi una nuvoletta di polvere. Perchè non ci fai un filmino di tre minuti?
 
Top
view post Posted on 3/9/2008, 17:43Quote

Advanced Member

Group: Member
Posts: 90


Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/12/2009, 16:05


beh facciamo cosi...io preparo la scena(quella so farla)e poi qualcuno che se ne intende di cineprese,filtri obiettivi e luce fa il resto.sbaglio o Bertaz vince premi in giro con i suoi filmati?
e per quanto riguardo la sceneggiatura...
nel frattenpo magari ritrovare il numero telefonico con cui avevamo contattato chi gestiva quelle stanze sarebbe un buon passo.se qualcuno si ricorda mi faccia sapere.
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 20/11/2008, 22:31Quote

Advanced Member

Group: Member
Posts: 90


Status: Offline: ultima azione eseguita il 1/12/2009, 16:05


purtroppo oggi dopo mesi di telefonate ed e-mail la proprietà Kainich?-Fracanzani mi ha riferito che non può mettere a disposizione i locali per l'iniziativa che vi avevo proposto(il luogo era perfetto),condividono e sostengono le idee che ci muovono ma in questo caso non possono aiutarci.
a questo punto o troviamo un posto altrettanto visibile al chiuso oppure si puo fare all'aperto o solo scenograficamente il giorno in cui mostreremo il reportage fatto dai giornalisti dell'università!
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 25/10/2009, 18:18Quote

Advanced Member

Group: Moderator
Posts: 256


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 12:30


Gli articoli del mattino di padova dal 15 ottobre fino al 24 ottobre.

Fino a lunedì nessun lavoro sulla frana

il mattino di Padova — 15 ottobre 2009 pagina 31 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Non partiranno prima di lunedì i lavori sul tratto collassato del canale di Battaglia. La decisione di rimandarli è arrivata ieri, dopo un sopralluogo effettuato dal dirigente del Genio civile Tiziano Pinato e dal professor Francesco Colleselli, docente di Geotecnica all’università di Brescia e consulente del Genio. Il fatto è che le palancole, soluzione individuata per rinforzare l’argine crollato, vanno infisse nel terreno per circa 7 metri. E questa operazione produrrà parecchie vibrazioni. Il timore è che la sponda opposta, quella adiacente a viale delle Terme, possa risentirne e collassare a sua volta. Per questo, anche ieri i lavori sono proseguiti su quel lato. Dopo le armature è arrivata la gettata di cemento, fino al ponte dei Cavalanti. «Stiamo cercando la soluzione più veloce per mettere in sicurezza la strada - assicura Pinato - Sono stati fatti dei saggi sul terreno, ma c’è poco da fare: quel muro lì era tenuto su dal fango». Pinato si sente sulla graticola e contrattacca: «Ricordiamoci che lo scopo qui è far passare l’acqua, non è un monumento ai Caduti. Bisogna andare avanti speditamente, non posso tenere il canale aperto per discutere e ragionare: bastano 3 giorni di pioggia e da Berici ed Euganei mi viene giù una botta di acqua». Se dopo il crollo del murazzo sono tornati nel mirino i lavori del Genio civile, il dirigente sottolinea anche altre responsabilità. «Chi ha autorizzato il passaggio di ben quattro carichi speciali negli ultimi giorni prima del crollo?». In teoria l’Anas: i mezzi in questione, secondo chi li ha avvistati, trasportavano travi da ponte. Quanto meno è mancato il coordinamento. Nel frattempo anche la Sovrintendenza ai beni architettonici dovrebbe effettuare un sopralluogo. Sul fronte trasporti, il bus navetta della Sita dovrebbe partire lunedì. Farà la spola tra piazza Libertà e la fermata Mincana, in tre fasce orarie: 6-8.30, 12.30-14.30, 17.30-20.30. Per ora continua il pellegrinaggio a piedi dei pendolari sino alla fermata. Per domani pomeriggio è indetto un sit-in di protesta di ambientalisti e studenti. Che chiedono anche rimborsi da Sita. (fr.s.)
«Con le strade chiuse siamo rovinati»

il mattino di Padova — 15 ottobre 2009 pagina 30 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Si profilano settimane da incubo per i commercianti di via Terme e via Maggiore. Questi ultimi ancora più penalizzati in quanto sono di fatto completamente isolati dalla chiusura del tratto che dall’incrocio di Rivella arriva all’altezza di via Chiodare. Il passaggio delle auto è interdetto e le perdite rischiano di essere ingenti per le attività che si affacciano da una sponda all’altra del canale. Gli esercenti si sono già riuniti per capire quale strada adottare e altri incontri seguiranno nei prossimi giorni. «La situazione è difficile - ha dichiarato Alessandro Tognon responsabile dell’associazione “Scopri Battaglia” - Si pensava di chiedere quanto meno al Comune di avere un documento ai fini degli studi di settore». La perdita in termini di vendite e ricavi, è infatti assicurata. E qualcuno starebbe anche pensando di avviare un’azione legale contro il Genio per il risarcimento danni. «E’ un’ipotesi che ci si è posti, ma per il momento non c’è nulla di chiaro sulla sua fattibilità», ha concluso Tognon. Intanto i titolari delle attività piangono lacrime amare. Specie chi aveva scelto di aprire il negozio proprio grazie al passaggio della Statale. «Noi viviamo con la clientela locale quindi per fortuna ci salviamo - ha dichiarato Marco Bisandola del bar Commercio di via Maggiore - Purtroppo però il calo si vede specie il mattino con chi era abituato a fermarsi provenendo da Monselice o Padova». Sconsolato anche il proprietario del negozio di Caccia e Pesca. Non va meglio nel tratto di Via Terme. «La difficoltà è seria - ha dichiarato Antonio Calore - chiediamo l’aiuto del Comune quantomeno per giustificare l’anno prossimo il calo del reddito che ci sarà per tutti in queste due vie». Sulla stessa scia anche la calzoleria Lucchiari: «Ottobre è il mese cruciale perché è quello in cui in genere si lavora, è davvero un danno per tutti». La richiesta degli esercenti è anche che il Comune sblocchi per le auto provenienti da Monselice il tratto percorribile che dalla Rivella porta a via Chiodare. A farsi carico delle richieste dei commercianti è l’assessore alle Attività produttive Alfredo Bedin. «La situazione è indubbiamente seria - ha detto - nei limiti delle difficoltà del bilancio faremo quanto possibile per venire incontro alle attività che si affacciano su via Maggiore e via Terme. Attendiamo le richieste, poi vedremo ciò che si può fare». - (Irene Zaino)

Il Comune chiede di fermare i lavori

il mattino di Padova — 15 ottobre 2009 pagina 30 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. «Adesso voglio vedere chi mi ferma», disse lunedì pomeriggio l’ingegner Tiziano Pinato, capo del Genio Civile di Padova, all’incontro con Anas e Comune per gestire l’emergenza, dopo il crollo. «Quello che è successo dimostra che avevo ragione io: ci voleva un muro largo 2 metri, altro che 20 centimetri». «Allora tombiniamo il canale, che facciamo prima», gli rispose il vicesindaco di Battaglia Alessandro Baldin. «Ma non vorrete sostenere che questo è un monumento storico - sbottò Pinato - chi dice cose del genere mi fa ridere». E salutò la compagnia perché «aveva da lavorare». Che fosse una battuta? «La mia sì - risponde Baldin - quella di Pinato non so. Le sue frasi mi hanno dato da pensare». Pensare a cosa? «Che non abbiano fatto apposta a far venire giù il muro». Tenetevi forte perché questo Baldin non è un vanesio. Al contrario, di mestiere fa il monitoraggio delle frane: «Tutte quelle della Valtellina le ho controllate io». L’ingegner Pinato non poteva capitare peggio. «Sappiamo che i cedimenti seguono una faglia - dice Baldin - un carotaggio per vedere come si muove la strada va fatto. Bisogna fermare i lavori, trovarci tutti attorno ad un tavolo e farlo prima che Attila vada avanti». Indovinate chi è Attila. Siamo mercoledì pomeriggio, 50 ore dopo il crollo e non si capisce ancora niente. Non esiste un rapporto sull’accaduto, non si sa come se ne verrà fuori. I trasporti sono nel caos, non esiste un piano alternativo, a meno che non consista nel farsi a piedi un chilometro e mezzo per prendere l’autobus che prima passava sotto casa. Il Comune chiama la Regione, la Regione si straccia le vesti come se il Genio Civile che ha progettato l’intervento e dirige i lavori fosse svizzero e non suo. «Mi pare di essere in un girone dantesco - dice Baldin, che non è esattamente un comunista - il presidente del Veneto dice che bisogna fare accertamenti rigorosi e questi continuano a lavorare. Guarda là». E indica giù nel canale prosciugato, dove si muove una ruspa. Arriva una betoniera. Sul ponte c’è gente che guarda e cerca di strologare: «Chissà dove vanno a prendere il cemento - dice uno - ci impiegano un sacco di tempo ad arrivare». «Adesso del Genio Civile io non mi fido più - non molla la presa Baldin - Non posso farmi certificare lo stato dei lavori dopo il crollo, da chi ha provocato il crollo. L’unico modo per uscirne è bloccare i lavori, metterci tutti attorno ad un tavolo e ridiscutere il progetto in toto, con un’entità indipendente, che non può essere il Genio Civile». La richiesta è stata formalizzata con una lettera firmata dal sindaco e inviata in Regione. Ridiscutere il progetto in toto non sembra un’idea peregrina: l’intervento di cementificazione del canale di Battaglia nasce dalla necessità di bloccare le infiltrazioni d’acqua nelle abitazioni. Se applicassimo questo criterio a Venezia, dove le infiltrazioni sono ben maggiori che a Battaglia, dovremmo cementificare il Canal Grande: come mai questa idea non è ancora venuta in mente a nessuno, escluso Filippo Marinetti buonanima, il quale peraltro voleva uccidere anche il chiaro di luna, dunque non auspicava un intervento ingegneristico vero e proprio? «Fortunatamente non sono competenti per la muraglia cinese - risponde Massimo Momolo, consigliere comunale di opposizione - altrimenti bisognerebbe informare Pechino. Hanno avuto la fortuna che il muro è crollato nella pausa pranzo, altrimenti travolgeva gli operai che erano sotto. Si può dire che il muro ha avuto più buon senso di loro». A chi risponde il Genio Civile? All’assessore regionale Giancarlo Conta. Il controllo tecnico spetta alla direzione Difesa del suolo, che martedì Conta ha riunito per un esame dell’accaduto, incaricando della verifica sul posto l’ingegner Marco Puiati. Che si è fiondato a Battaglia e ci torna oggi. «Avremo un incontro anche con la soprintendenza - spiega Puiati - per cercare una soluzione che metta in sicurezza sia la strada che i lavori. Il Genio Civile ha già un’idea. Daremo anche qualche indicazione di tempo ma non sarà una soluzione immediata». Naturalmente Puiati difende i lavori e glissa sulla ricusazione che il municipio di Battaglia pronuncia nei confronti del Genio Civile. Ma se la nuova idea del Genio è quella delle palancole, converrebbe fare un salto preventivo alle bocche di porto, per esempio a Chioggia, per osservare (e ascoltare) il livello delle vibrazioni prodotte dai lavori del Mose. Anche lì adoperano le palancole: saranno più profonde, ma sempre piantarle bisogna. A colpi di maglio. Ad ogni botto rimbombano i caseggiati a centinaia di metri. «Ho sentito parlare di palancole anch’io - dice Momolo -. Ci vuole assolutamente un consulto con persone che ne capiscano». «Il Genio ha chiesto una verifica preventiva sugli intonaci - informa Baldin - in vista di danni futuri. Tutto si può fare, anche le palancole. Ma non può più essere il Genio a dirlo». - Renzo Mazzaro

«Non vogliamo fermare i lavori»

il mattino di Padova — 16 ottobre 2009 pagina 31 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. «Non c’è alcuna richiesta del Comune di fermare i lavori». Il sindaco Daniele Donà chiarisce in questo modo la posizione dell’amministrazione di Battaglia, dopo le dichiarazioni del suo vice, Alessandro Baldin. «La nostra richiesta è di chiarire la problematica e mettere in sicurezza la strada al più presto - puntualizza Donà - ma non entrare in un’ottica di fermo dei lavori. Anzi, è bene che il lavoro finisca, torni l’acqua nel canale e si riapra la strada alla viabilità leggera. Mentre lotterò contro quella pesante». Una voce isolata, quella del vicesindaco? «E’ una mia posizione personale, magari di qualche altro assessore, con il sindaco non ho ancora parlato - risponde ieri Baldin- Io intendo mandare un messaggio: il problema è venir fuori da questa situazione e il modo migliore è ragionarci sopra». Insomma, abbassare i toni: ma le condizioni rimangono tutte. «I cittadini sono preoccupati, c’è chi vuole fare un esposto in procura» ribadisce il vicesindaco. L’unico aspetto che Baldin ci tiene a rintuzzare, è quell’accusa piuttosto pesantuccia: «Non ho detto che il muro l’hanno fatto crollare apposta» precisa. Nell’alveo del canale, intanto, i lavori proseguono sulla sponda opposta al crollo, con la gettata di cemento. Ieri mattina sono scesi per un sopralluogo la sovrintendente Berton, l’ingegner Puiati per la Regione, l’ingegner Dorigo del Genio civile e tecnici del Comune. La sovrintendenza per ora si è limitata a richiedere una relazione al Genio civile. «E’ vero che in certi punti abbiamo fatto i muri più grossi rispetto alle previsioni progettuali, per questo la Sovrintendenza ci ha chiesto di inviare alcune planimetrie e visuali» spiega il dirigente del Genio Tiziano Pinato. Che rassicura: «Nel piantare le palancole useremo la massima cautela per non provocare danni, puntiamo a mettere in sicurezza la strada quanto prima». Mentre dall’opposizione i consiglieri Massimo Momolo, Massimo Rizzo, Angela Temporin e Ermanno Zodio ribadiscono: «Riteniamo indispensabile il lavoro di impermeabilizzazione delle mura per risolvere i disagi delle famiglie che abitano nella zona interessata, le nostre obiezioni non hanno mai cercato il blocco dei lavori per senso di responsabilità». Ma rilanciano l’appello: «Al governatore Galan, alla Sovrintendenza, al Parco Colli, al Genio civile e all’amministrazione, per cercare di porre rimedio, per quanto possibile, ad un’opera che sembra cancellare il bene che si proponeva di restaurare e consolidare. Non per semplice attaccamento a un nostalgico «com’eravamo», ma proprio perché siamo convinti che il canale di Battaglia possa anche per le generazioni future rappresentare occasione di sviluppo per un turismo sostenibile, legato all’uso rispettoso delle risorse ambientali, storiche, culturali e paesaggistiche, che tra Padova, Monselice, Este, le Terme e il Parco Colli sono un patrimonio inestimabile». (f.se.)
Senza Titolo

il mattino di Padova — 16 ottobre 2009 pagina 15 sezione: ALTRE
Canale Battaglia/1 La storia a ritroso Correva l’anno ’30, il sabato era fascista un po’ più degli altri giorni e le camicie erano per lo più monocromatiche sul nero. Gli italiani erano, come e più di tanti altri povera gente, ma per loro merito o fortuna godevano ancora di un ambiente non avvelenato dalla moderna alchimia e di un paesaggio da «Bel Paese». Mari e monti, fiumi e ruscelli, boschi e prati, pascoli e campi (campagna romana, maremma toscana, paludi e foreste pontine) erano, nonostante le vicissitudini della storia e dei secoli precedenti, quelli della genesi o quasi. Poi arrivò la vera civiltà, il riscatto sociale ed il progresso e le cose cambiarono, tanto in fretta che ora quei paesaggi si vedono solamente in vecchie stampe o dipinti d’epoca. Comunque sia, già in quegli anni persone illuminate (erano già in atto alcune grandi bonifiche) sentirono l’esigenza di tutelare in qualche modo le italiche bellezze, seppur, purtroppo limitatamente ad alcune. Lo si fece blandamente come dai tempi (il vero T.U. nr. 1497/39 arrivò solo nove anni dopo) inserendo una norma punitiva (dissuasiva nel codice penale (il famigerato, per alcuni, codice Rocco) proprio all’ultimo articolo il nr. 734. Lungimiranza del personaggio o scarsa fiducia nella sensibilità ambientale (per forza di cose diversa dall’attuale) dell’italico popolo appena unificato? Mai dettato fu comunque più disatteso ed ancora lo è. Comunque sia non essendo questo vecchia norma mai stata abrogata seppur, invero molto dimenticato, risulta tuttora in tutta la sua validità e se ben usata da chi di dovere (P.G. e A.G.) potrebbe rappresentare una seppur flebile speranza di limitare i danni connessi alla cementificazione del Canale di Battaglia e comunque aprire una nuova parentesi di discussione valutativa super partes. Il suo contenuto è tanto breve quanto chiaro «chiunque distrugge o altera bellezze naturali dei luoghi soggetti a tutela è punito...». Che i lavori risultino o meno autorizzati la cosa è ininfluente. E’ comunque più che singolare che a distanza di quasi mille anni l’homo supersapiens ed ipertecnologico non sia neppure in grado di preservare ciò che il suo predecessore di certo dalle diverse potenzialità è riuscito a realizzare con sapienza e grande rispetto. La vera differenza non sta nell’acciaio o nel cemento, senza dei quali non saremmo più in grado di innalzare neppure un muretto a secco, ma nel diverso approccio culturale. Visto come stanno le cose il Medio Evo (quello inteso come periodo buio e di regresso della storia dopo la caduta del nostro unico impero, quello romano) è l’oggi, ed i veri barbari siamo noi, quanto in atto ne è la prova. Adriano Borin Canale Battaglia/2 Crollo annunciato Ho letto del crollo del muro a Battaglia. Non ci voleva il Genio Civile per capire che il crollo è stato causato dalla mancanza della controspinta dell’acqua e della melma del canale depositata alla base del muro. Venendo a mancare, il muro è crollato. Ovviamente adesso saranno incaricati super ingegneri, professori universitari e quant’altro per stabilirne le cause. Il canale si è comportato come un semplice scavo di un piano interrato di un edificio, per fare ciò, di solito vengono infissi meccanicamente nel terreno degli aghi, che assorbono l’acqua della falda freatica, questa si abbassa permettendo la realizzazione del piano sottostrada. Questo però comporta oltre l’abbassamento della falda anche l’abbassamento del terreno, visto che gli spazi occupati dall’acqua rimangono vuoti, con tutte le conseguenze, crepe, cedimenti, etc. Bastava inserire nel terreno delle palancole in acciaio a perdere per sostenere il muro, questo bisognerà farlo per il tratto ancora in piedi. Comunque ci doveva pensare il coordinatore per la sicurezza nell’ambito dell’organizzazione del cantiere stesso. - Efre Lazzarin

Altre crepe nelle case dopo il crollo

il mattino di Padova — 16 ottobre 2009 pagina 31 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Ormai è tutto un misurar crepe. Sulle pareti delle case, sull’asfalto, sul muro del canale che ancora resta in piedi. Dopo il botto di lunedì scorso i residenti di via Maggiore e dintorni hanno paura. Il nuovo spauracchio sono le famigerate palancole. Il Genio civile le vorrebbe infiggere nel punto che è franato. Piantarle nel terreno produrrà inevitabilmente delle forti vibrazioni. E i cittadini temono inevitabilmente per le loro case. Sono gli stessi che già all’inizio di luglio avevano documentato le crepe prodotte, a loro avviso, dai lavori sul canale. Basta un’occhiata al muro di sostegno, nella parte vicino al ponte di ferro, dove i lavori del Genio civile sono già conclusi, per osservare profonde fessurazioni. «Quel muro è tutto una groviera», fanno notare i residenti. Nel punto in cui la parete descrive una «elle», si è aperta una crepa fonda come una mano: il murazzo è aperto in due. E lì sotto il letto di cemento è già completato. Ma se nelle intenzioni del Genio civile c’è di alzare il livello dell’acqua, si chiede la gente, come potranno cavarsela i murazzi così ridotti? I punti in cui la parete è crepata sono numerosi: la fragilità è evidente. Gli stessi residenti indicano anche le crepe nell’asfalto, da entrambi i lati, sia in via Maggiore che in via delle Terme. Su quest’ultima, il marciapiede davanti ai negozi è percorso da una lunghissima fessurazione. Saranno tutti guai di vecchia data? «Allora spiegateci come mai l’asfalto davanti al Catajo, ad esempio, è perfetto», insistono i cittadini. Ci sono poi le crepe nelle abitazioni. Come quelle che indica Marirosa Cavazzana sulla facciata della sua casa. Per non parlare dell’antica parrocchiale di San Giacomo, gioiello settecentesco deturpato da molteplici fessurazioni. Il pavimento, ad esempio, si è aperto in più punti, brutte crepe percorrono la cupola e l’arcata, oltre che le pareti. C’è l’evidente dislivello davanti alla chiesa, il marciapiedi è fatto a onda. Tutti indizi che sembrano indicare un cedimento verso il canale. Anche lo squarcio apertosi nell’asfalto della statale, in corrispondenza della frana, non è rimasto fermo. L’apertura si è allargata, ora nella crepa si può inserire una mano intera. Lì sotto, tra l’altro, a pochi centimetri dal manto stradale ci sono tutti i sottoservizi: acqua, luce, gas. Una riapertura della strada troppo anticipata, prima di aver compiuto tutte le verifiche e nel caso anche un intervento, potrebbe rivelarsi disastrosa. I residenti della casa di fronte al crollo mostrano le crepe che si sono aperte nel loro edificio, al piano interrato: due squarci nelle pareti che sarebbero esplosi dopo il crollo. «Nessuno è venuto a controllare - dice Aldo Barbieri - qua le case sono senza fondo, appoggiate sul fango». La moglie Teodosia rivive lo spavento del gran botto di lunedì a mezzogiorno, la casa che ha oscillato, il quadro caduto dalle pareti. E nel frattempo salta fuori pure una perizia geologica di qualche anno fa, commissionata da privati, che ammoniva: il marciapiede è poggiato sul vuoto, sotto ci sono delle caverne. - Francesca Segato

I sindaci chiedono di liberalizzare il tratto di A13

il mattino di Padova — 16 ottobre 2009 pagina 31 sezione: PROVINCIA
MONSELICE. Ancora disagi e traffico in tilt per il blocco della statale Adriatica. Ci si è messo pure un incidente capitato in A13 a rallentare il traffico autostradale. Mentre da un fronte di sindaci parte la richiesta di liberalizzare il tratto finché perdura il disagio. Non è la situazione limite di mercoledì, quando la chiusura di uno dei due caselli in entrata a Monselice ha mandato in corto circuito l’intera viabilità cittadina. Ma alle 8 di ieri mattina, la colonna per raggiungere l’autostrada rimane. Il test vede un tempo di percorrenza di circa 15 minuti per la sola via Orti. All’incrocio del semaforo e al casello ci sono, come tutti i giorni da lunedì scorso, gli agenti di polizia locale a regolare la viabilità. Ma la mole di veicoli è eccessiva. E il peggio deve ancora arrivare: dalle 9 in poi l’uscita di Monselice paga lo scotto di un incidente verificatosi sul tratto autostradale, al chilometro 96, poco dopo l’uscita di Terme Euganee, in direzione nord. Il tamponamento ha coinvolto tre vetture: una Volkswagen Tuareg guidata da P.S., 50 anni, di Pesaro, la Peugeot del padovano S.G., 50 anni, e la Ford Ka condotta da P.N., 52 anni, di Rovigo. Niente feriti ma code e rallentamenti per circa cinque chilometri. Era consigliata l’uscita a Monselice, ma questo ha comportato ulteriori problemi in una viabilità già prossima al collasso. Dalla città della Rocca intanto parte una proposta, lanciata dal vicesindaco Gianni Mamprin. Con una lettera al Prefetto, i sindaci di Monselice, Este, Arquà Petrarca, Pernumia, Tribano, Pozzonovo, San Pietro Viminario, Due Carrare e Battaglia chiedono la liberalizzazione del tratto di A13 Monselice-Terme Euganee, finché non sarà ripristinato il traffico nei due sensi sulla statale Adriatica. Questo anche perché chi punta su vie alternative spesso finisce per smarrirsi in strade anguste. Ad esempio a Pernumia, dove via Maseralino, uno dei possibili itinerari, è in questi giorni chiusa per lavori alla fognatura: così c’è chi si è spinto addirittura sull’argine del canale. (f.se.)

«Molte responsabilità compresa la Regione»

il mattino di Padova — 18 ottobre 2009 pagina 35 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. «Per un intervento di questa portata la strada andava chiusa: c’è stata una sottovalutazione del pericolo». E’ quanto dichiara il deputato Alessandro Naccarato, che ieri mattina ha effettuato un sopralluogo sui lavori del canale e sul luogo dove il muro di contenimento è crollato. Ad accompagnarlo il segretario provinciale del Pd Fabio Rocco, il consigliere regionale Giovanni Gallo, i consiglieri comunali Angela Temporin, Massimo Momolo e Massimo Rizzo. «La frana fa una certa impressione - confessa Naccarato - Dal punto di vista della circolazione ritengo che la cosa sia stata sottovalutata: un lavoro così imponente richiedeva un blocco totale del transito sulla statale, non solo dei mezzi pesanti. Questo aspetto è stato affrontato in modo superficiale». Di chi è la responsabilità? «Ritengo che più soggetti non abbiano progettato bene l’esecuzione dei lavori. L’impressione è che non avessero calcolato l’impatto dello svuotamento del canale. Adesso è necessario finire al più presto i lavori con una veloce messa in sicurezza e sistemare il tratto di statale interdetto alla circolazione, per porre fine alla sofferenza della viabilità locale. Ma occorre anche valutare la corrispondenza tra il progetto e come si stanno eseguendo i lavori: qui c’è una responsabilità ben precisa dell’ente appaltante, la Regione». (f.se.)

Messa in sicurezza tra le polemiche

il mattino di Padova — 20 ottobre 2009 pagina 28 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Si avviano tra qualche tensione i lavori di messa in sicurezza ai murazzi del canale. Il Genio civile preme sull’acceleratore, il Comune invece pigia il freno: la priorità, per l’amministrazione, è la verifica sulle case. Da oggi inizia il sopralluogo sugli edifici e il controllo delle crepe. Ai residenti è arrivata una comunicazione ufficiale. A partire dalla mattinata un tecnico del Genio civile dovrà accedere alle abitazioni per effettuare un rilievo fotografico e compilare la relativa scheda tecnica. Sarà accompagnato da personale del Comune. L’acquisizione di dati servirà ad appurare eventuali danni futuri. Tra i residenti infatti è alto il livello di allarme per le vibrazioni che produrrà l’infissione delle palancole. Per ora saranno controllate solo le case di via Maggiore, adiacenti al tratto di murazzo che è collassato. E i dintorni? «In questo momento ci limitiamo a via Maggiore - spiega il sindaco Daniele Donà - poi verificheremo se si potrà fare un controllo anche su via delle Terme. Per altre zone, come via Della Pescheria o il vicolo Della Chiesa, i residenti hanno già fatto le loro denunce che riguardano i lavori già compiuti». Se il compito delle verifiche è controllare lo stato de luoghi «prima» dell’intervento, si presuppone che i lavori non partiranno prima dell’ispezione. Ma per il dirigente del Genio civile Tiziano Pinato i lavori con le palancole dovrebbero partire già oggi. Ieri è stato fissato il programma. Il Genio preme sull’acceleratore, prima di tutto per riaprire la statale. E poi perché si teme che incominci a piovere. Il sindaco, però, vuol esser ben sicuro che si attendano gli esiti del sopralluogo. «Sarò presente in cantiere e vigilerò perché prima si faccia il controllo» assicura. Il Genio, certo, provvederà a monitorare i lavori monitorati con apposite sonde, per sincerarsi che le vibrazioni siano entro i limiti di legge. Così dovrebbe mettersi al riparo da ogni contestazione e da possibili richieste di risarcimenti. Il comune però vorrebbe evitare di ritrovarsi in mano il classico cerino. La novità intanto è che i lavori dovrebbero partire dal punto contiguo all’Arco di Mezzo: le palancole saranno infisse in tutto il tratto che va da lì al ponte dei Cavalanti, per circa 100 metri. Il punto crollato verrà tenuto per ultimo. E da mercoledì il Genio provvederà a sostituire le paratoie all’Arco di Mezzo. Continua nel frattempo la cementificazione della sponda opposta. Oggi verrà gettata la platea, mentre è già chiaro che lo spessore del muro supera gli ormai famosi 30 centimetri. (Francesca Segato)

Un inchiesta sul crollo

il mattino di Padova — 22 ottobre 2009 pagina 27 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. «Faremo tutti gli accertamenti, senza trascurare nulla». Parola del procuratore della Repubblica di Padova, Mario Milanese. A nove giorni dal disastro che ha reso impraticabile la strada Battaglia, a causa del muro storico del ponte dei Cavalcanti (il murazzo) collassato dentro l’alveo del canale per una cinquantina di metri, la procura ha aperto due inchieste: prima è arrivato il rapporto (scarno) dei carabinieri finito sul tavolo del pubblico ministero Emma Ferrero, poi l’esposto di una cittadina, che si è ritrovata con l’abitazione gravemente lesionata, preso in carico del pubblico ministero Renza Cescon. Ma i due procedimenti saranno unificati in capo a un unico pm che, sotto la supervisione del procuratore capo, coordinerà l’indagine per accertare responsabilità nella vicenda. «Un’indagine doverosa - sottolinea il procuratore Milanese - Per ora non mi sbilancio su ipotesi di reato. Adesso stiamo valutando come muoverci». Ovvio che indagati al momento non ce ne sono. Tanti restano i fronti da approfondire. Innanzitutto: era un disastro annunciato? Che cosa è stato fatto per evitarlo? E, soprattutto, furono eseguite correttamente le opere di impermeabilizzazione eseguite dal Genio Civile con la sistemazione del canale per un costo complessivo di circa due milioni di euro finanziati dal Cipe? Un intervento giudicato fortemente invasivo che aveva suscitato forti preoccupazioni: per eseguire i lavori, infatti, è stata tolta l’acqua la cui pressione «sosteneva» il murazzo. Non vanno trascurate anche le vibrazioni provocate dal traffico lungo la Statale, che potrebbero aver moltiplicato la fragilità della parete sbriciolatasi fino al ciglio della strada chiusa al traffico solo mezz’ora più tardi. In tanti avevano presagito il peggio. Tra loro Riccardo Cappellozza, ex barcaro e memoria storica del canale Battaglia: «Io l’avevo immaginato che poteva accadere una cosa del genere... Non si può far restare per mesi il muro senza la pressione dell’acqua. Ci hanno scavato sotto per fare la gettata e non hanno pensato a puntellarlo». - (Cristina Genesin)

La A13 resta a pagamento

il mattino di Padova — 22 ottobre 2009 pagina 27 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Fumata nera. La Società autostrade ha risposto negativamente all’appello dei sindaci per una liberalizzazione del tratto Monselice-Terme Euganee, finché perdura la chiusura della statale. Intanto continua la palancolatura della sponda, tra la preoccupazione dei residenti. Si è tenuto ieri mattina l’incontro promosso dal prefetto Ennio Mario Sodano, su richiesta dei sindaci. L’esito è che il tratto di A13 rimane a pagamento. «Le autostrade hanno risposto che la liberalizzazione chiesta non è possibile, per motivi tecnici e per la spesa che comporterebbe - riferisce il sindaco Daniele Donà - Torneremo a incontrarci, come sindaci, per discutere il da farsi per la viabilità». Il prefetto comunque assicura che la corsia della statale in direzione di Padova sarà riaperta entro la fine della prossima settimana ed entro metà novembre la strada sarà nuovamente percorribile nei due sensi. «La palancolatura dovrebbe durare due settimane - riporta ancora Donà - Poi dovrà esserci la rimessa in sesto del muro di sostegno, con mattoni facciavista, come richiesto dalla Soprintendenza. Solo a quel punto la strada potrà essere aperta almeno in parte al traffico veicolare». Insomma non è escluso che si arrivi a un mese di blocco. Nel frattempo, Battaglia continua a tremare. I lavori per creare un «muro di ferro» nella sponda crollata, cominciati martedì pomeriggio, sono proseguiti a pieno ritmo anche ieri. Ogni colpo assestato per conficcare una palancola nel terreno è uno scossone per l’asfalto e le case di fronte. La strada balla sotto i piedi, i vetri delle case tremano. Se si appoggia una mano alla parete di un edificio, lo si sente chiaramente vibrare. I residenti aprono le porte ai tecnici che misurano le vibrazioni con la sonda, sopportano con qualche preoccupazione il disagio, nel timore che le crepe si allarghino. Da dentro le case sembra davvero un terremoto, ti prende alle gambe. Pareti e mobili si muovono, i vetri tintinnano. Si sopporta, chiedendo però che almeno, dopo, ci sia un vero giro di vite contro il traffico pesante. Il lavoro per ora è arrivato a coprire 30 metri di sponda: le palancole, lunghe 10 metri, vengono piantate per 7,50 rispetto alla platea del canale. Prima di conficcarle viene rimossa solo la parte superiore del terriccio ammassato lungo le sponde, così che per ora sporgono di appena qualche decina di centimetri. «La platea è già finita sul lato contiguo a via Terme», spiega il dirigente del Genio Tiziano Pinato. La pioggia caduta ieri preoccupa un po’, ma salvo diluvi il cantiere oggi sarà operativo. «Se il tempo ci aiuta completeremo l’intero lavoro nell’arco di un mese». - (Francesca Segato)

Creato un gruppo che conta già oltre 450 iscritti

il mattino di Padova — 23 ottobre 2009 pagina 32 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Si chiama «I gà sugà el canal» ed è il nuovo gruppo nato su Facebook (il popolare sito che facilita i contatti sociali in internet) per sensibilizzare i tecnici del Genio civile e i politici a riconsegnare il canale Battaglia «sano e salvo» alla cittadina. In soli tre giorni, le iscrizioni hanno già raggiunto quota 450, ma Michele Ceresoli (il fondatore) conta di arrivare a 1000 «amici» entro il fine settimana. Insomma, di sicuro il problema del canale è sentito. Tant’è che tra le foto più cliccate, ci sono le immagini dei lavori di «restauro» avviati a maggio dal Genio civile, il crollo del murazzo del ponte dei Cavalanti di qualche settimana fa e le crepe che si sono formate lungo la strada. (i.z.)

Genialità sostituita da tecnica e norme Genio cambia nome!

il mattino di Padova — 23 ottobre 2009 pagina 32 sezione: PROVINCIA
Battaglia tra «Geni»: mentre il Genio Civile era lì a trasformare in un Tubo il vecchio canale, il Genio Malefico, da secoli nascosto lì sotto, saltò fuori e si mise ad inveire: «Senti Genio Civile chi diavolo credi di essere? Dopo il nome vuoi ora rubarmi anche il mestiere? La gente si aspetta che tu sia il “Genio tutelare dei luoghi” non quello che fa i danni. Quelli li faccio io, sono qui apposta». Poi continuò: «Insisti a farti chiamare Genio ma tu hai sostituito la genialità, che non usavi più, con la Tecnica e le Norme. Genio è intuire, inventare, architettare, Genio è Arte, non Mestiere! Qui solo io ormai sono il Genio, Malefico, Diabolico ma vero Genio perché anche il Male bisogna saperlo fare bene! Ti rendi conto: sono da secoli qua sotto che scavo, penso, complotto per farvi commettere nuovi errori come la tangenziale non voluta a Battaglia, le frese sugli argini invece della manutenzione e conservazione, i trasporti speciali che mi passano sulla testa, il cemento invece delle pietre sui muri. Una grande mano, se riesco a convincerla, potrebbe venirmi da una mia, una volta, lontana parente: la Giustizia. Insomma tutto era preordinato al peggio quando arrivi tu, tranquillo, con la tua Tecnica e le tue Norme e tiri via l’ultima zeppa. E giù il muro. Bel lavoro che hai fatto; ma che figura ci faccio anch’io?». Poi si calmò un po’ e concluse: «Senti, cerchiamo di rispettare i nostri ruoli; il tuo è quello del “fare” il mio quello del “disfare”. Però, per evitare equivoci, cambia subito il tuo nome da Genio a... Organo, Ente, quello che vuoi. Cambia nome, perché siamo così sicuri che non ci scambino l’uno per l’altro». E rientrò nella crepa del muro. Io ero lì non visto, che ascoltavo e così ora riferisco. - Luciano Manià / Due Carrare

Statale riaperta il prima possibile Donà conferma

il mattino di Padova — 23 ottobre 2009 pagina 32 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Comincia a delinearsi una scaletta temporale più precisa per la riapertura della statale Adriatica, chiusa ormai da oltre dieci giorni. Compatibilmente con lo stato di avanzamento dei lavori, la riapertura almeno parziale dovrebbe avvenire per la fine della prossima settimana. Insomma non appena sarà completata la palancolatura della sponda del canale, dopo il crollo del murazzo. Lo ha garantito anche il prefetto, dopo aver comunicato il no della società autostrade ad una liberalizzazione del tratto Monselice-Terme Euganee. «La statale dovrebbe riaprire in una sola direzione, quella verso Padova - chiarisce il sindaco Daniele Donà - Una volta terminato di piantare le palancole nel tratto di canale, infatti, dovrebbe essere percorribile la corsia non adiacente alla sponda». Può darsi che i veicoli tornino a circolare anche prima che torni in piedi il murazzo. «Il muro crollato dovrà essere ricostruito con mattoni facciavista, come chiede anche la Soprintendenza - ribadisce Donà - e credo che per questo ci vorrà sicuramente un po’ di tempo. Ma la riapertura della strada a questo punto è impellente, per dare sfogo al problema del traffico». Il sindaco torna a ripetere che attenderà una dichiarazione da parte dell’Anas, competente sulla statale, che attesti la sicurezza per la circolazione. Ma ormai è certo che non ci saranno interventi sul tratto di strada, nonostante la vistosa crepa che si è aperta nell’asfalto con il crollo del murazzo. Intanto ieri sono continuati, sia pure a singhiozzo per via del maltempo, i lavori di infissione delle palancole, che vengono piantate con un escavatore a cui è applicato un vibroinfissore. E con effetto terremoto sulle abitazioni. - (Francesca Segato)

Messa in sicurezza dell argine a buon punto nonostante la pioggia

il mattino di Padova — 24 ottobre 2009 pagina 34 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Devono fare i conti con la pioggia i lavori per la messa in sicurezza del canale, dopo il crollo del murazzo. Ieri il cantiere ha dovuto smobilitare intorno alle 17, quando l’acquazzone si è fatto più intenso. L’operazione di infissione delle palancole lungo la sponda che va dall’Arco di Mezzo al ponte dei Cavalanti procede comunque ad un ritmo discreto, che dovrebbe consentire di rispettare la tabella di marcia. «Ormai siamo al 70 per cento - riassume il dirigente del Genio civile Tiziano Pinato - Andiamo avanti spediti, se non piove il cantiere proseguirà anche domani (oggi, ndr) e potremmo anche finire. Seguirà la rimessa in sesto del muro crollato, dovremo coordinarci con Anas e Soprintendenza. Nel frattempo abbiamo già provveduto a gettare il calcestruzzo tra il muro e le palancole, nel primo tratto in cui le abbiamo infisse, per garantire maggiore stabilità». - (Francesca Segato)


 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 31/10/2009, 21:14Quote

Advanced Member

Group: Moderator
Posts: 256


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 12:30


Gli articoli del mattino dal 27 al 30 ottobre

La statale sarà riaperta nel fine settimana

il mattino di Padova — 27 ottobre 2009 pagina 23 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Continuano a pieno regime i lavori di messa in sicurezza del canale. Gli operai della ditta Biasuzzi di Treviso hanno quasi completato l’infissione delle palancole lungo il tratto che due settimane fa ha visto il crollo del murazzo. E’ ormai data per certa la riapertura della statale, almeno in parte, per questo fine settimana. «Siamo arrivati quasi a metà del muro crollato - spiega il dirigente del Genio civile Tiziano Pinato - Tra domani (oggi, ndr) e mercoledì contiamo di finire di piantare le palancole. Continuiamo a monitorare le vibrazioni, che sono sempre risultate entro i limiti. Contemporaneamente stiamo procedendo al rinforzo della muratura con getti di calcestruzzo. Giovedì potrebbe riaprire la strada, aspettiamo la decisione dell’Anas». Si tratta a di capire se la statale sarà riaperta a senso unico verso Padova, o se l’Anas opterà per la collocazione di un semaforo e la riapertura nei due sensi. (Francesca Segato)

Si piegano cento metri di muro, ora a rischio crollo

il mattino di Padova — 28 ottobre 2009 pagina 31 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Cento metri di murazzo che si piegano in avanti, aprendo una nuova fessura nella statale. Pomeriggio di paura ieri a Battaglia. I lavori per l’infissione delle palancole, lungo la sponda franata due settimane fa, sono arrivati al punto finale. Ma il murazzo non ha retto alle vibrazioni: l’intero tratto oggetto dei lavori, circa 100 metri dal ponte dei Cavalanti all’Arco di Mezzo, ha iniziato a piegarsi verso l’alveo, minacciando di collassare. Il muro si è staccato dal ciglio della statale, aprendo un solco di 5 centimetri e inclinandosi in avanti. Le palancole dovrebbero sostenere la base, ma niente esclude che il tratto superiore possa crollare. «Siamo pronti a sentire il botto» raccontano, preoccupati, i residenti. Ieri sul posto sono intervenuti anche i carabinieri, documentando fotograficamente l’avvenuto. I lavori sono proseguiti fino alle 19.30. Dei lavori nel canale si è discusso anche nel consiglio comunale di lunedì. Il sindaco Daniele Donà ha relazionato sull’accaduto. «Non riapro la strada finché Genio civile e Anas non mi mettono per iscritto che è sicura - ha messo in chiaro - Capisco le difficoltà dei commercianti, ma al primo posto c’è l’incolumità dei cittadini». Molto critiche le minoranze sul contestato progetto del Genio. «In commissione edilizia abbiamo visto un progetto molto diverso da quello poi eseguito» ha ribadito Massimo Momolo, ricordando le prescrizioni del Parco: rivestimento con mattoni a vista, spessore di 25 centimetri, calcestruzzo addittivato con limatura di ferro, muri di contenimento orizzontali per evitare sedimenti di fango. «Quel crollo per me è da ascrivere a una condotta dei lavori che non ha considerato a sufficienza la sicurezza, fatto gravissimo per un ente pubblico. L’amministrazione si è dimostrata poco incisiva. A oggi non sappiamo ancora se il Genio ha spiegato come ricostruirà la mura, e cosa ha prescritto la Soprintendenza». Polemiche anche sul ritardo nell’attivare il bus navetta attivato. «La fermata a Due Carrare non ha i requisiti di sicurezza - ha detto Donà - ma l’area per ampliarla è di un privato, andrebbe espropriata». - (Francesca Segato)

Oggi riapre la statale verso Padova

il mattino di Padova — 29 ottobre 2009 pagina 27 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. La statale riapre, la gente scende in strada. Increduli, perplessi, arrabbiati, gli abitanti di via Maggiore, il giorno dopo il nuovo allarme, per quei 100 metri di murazzo che si sono piegati verso l’alveo del canale. «Ma come, la mura si sposta, ci sono crepe dappertutto, e riaprono la strada?», protesta una residente. La notizia diramata dall’Anas ha colto di sorpresa un po’ tutti. A cominciare dal sindaco Daniele Donà, che ha sempre ribadito di voler procedere con molta cautela. Annuncia l’Anas: alle 9 di questa mattina riapre il traffico, a una sola corsia in direzione Padova. Il passaggio è consentito solo ai mezzi non superiori ai 35 quintali a pieno carico. Per chi supera la soglia, e per chi viaggia in direzione opposta, rimangono attive le deviazioni. La ditta Biasuzzi, esecutrice dei lavori di impermeabilizzazione dei murazzi per conto del Genio, ha l’obbligo di predisporre i segnali con il nuovo limite di velocità, 30 chilometri orari. Dovrà inoltre provvedere alla vigilanza notturna e diurna, e regolare il traffico con proprio personale. «Riaprono la strada? Nessuno me l’aveva ancora comunicato» sbotta il sindaco. Nel pomeriggio di ieri la corsia da riaprire è stata delimitata con degli spartitraffico e i blocchi sono stati rimossi. Pare che qualche automobilista abbia già tentato di passare. I residenti, increduli e arrabbiati, sono scesi in strada. E’ ancora fresco il ricordo del «terremoto» subito per i lavori di infissione delle palancole nel tratto di canale. Case che oscillano, mobili che ballano, tanto da doverli tener fermi con le mani. La stessa operazione non è stata indolore nemmeno per il murazzo, già indebolito dal crollo. L’altra sera una paurosa inclinazione ha fatto temere per la stabilità del manufatto. L’intero tratto che va dal punto franato all’Arco di Mezzo si è piegato verso l’interno, uno spostamento visibile a occhio nudo: il muro adesso è obliquo. Non solo, è ridotto a pezzi: crepato in vari punti, i mattoni si stanno sbriciolando. L’inclinazione ha fatto aprire una fessura tra il muro e il manto stradale, larga oltre 5 centimetri. Paura, tanto che l’altra sera sono intervenuti carabinieri e tecnici del comune. Dal Genio civile, Tiziano Pinato cerca di rassicurare. «Abbiamo creato una fondazione a lato del muro, infiggendo le palancole - spiega - Non è una cosa rigida. Probabilmente c’è stato uno spostamento delle palancole, che insieme alla perturbazione creata quando le abbiamo inserite, ha fatto spostare di 5 centimetri il tratto. Ma ora là resta». Ora il Genio intende attaccare al murazzo il pezzo che manca, lasciando il resto com’è. Per la strada invece si prospetta un intervento di chirurgia estetica: le crepe, lunghe ormai una trentina di metri e con un dislivello di qualche centimetro, saranno riempite con iniezioni di calcestruzzo. Per poi procedere a una riasfaltatura del tratto. - Francesca Segato

Quante malefatte patite dalle vie d acqua solo perché non avete voluto ascoltare

il mattino di Padova — 29 ottobre 2009 pagina 27 sezione: PROVINCIA
Avete ucciso il canale, avete seppellito per l’eternità le fondamenta della nostra storia. Mai avrei pensato di vedere un tale oltraggio al tesoro di acqua e di ricordi che rende unico il paese di Battaglia, quando le vie d’acqua erano le autostrade ecologiche che ci hanno portato benessere e conoscenza. Non riesco a credere ai miei occhi per quello che state facendo. Ma non sono l’unico a provare dispiacere e rabbia. Da quanto tempo non pulite il canale? Perché non si è mai fatta la manutenzione con piccoli interventi? Perché bisogna sempre intervenire in grande, quando basta la cura normale o, meglio ancora, una più attenta prevenzione, che costa meno? O forse proprio perché costa poco? Il Museo della navigazione, conosciuto e visitato da italiani e forestieri, è circondato da una cloaca di fango e vegetazione selvaggia. Non si può più tacere. Sono un testimone delle malefatte subite dalle vie d’acqua nel Veneto e a Battaglia in particolare; un colpevole degrado di una risorsa storica e di una rete fluviale invidiabile in Europa. Avete lasciato decadere le condizioni del canale di Battaglia che ha funzionato per 800 anni. Avete chiuso la canaletta dove l’acqua fuoriusciva dopo aver fatto funzionare l’antica ruota del maglio e della sega. Per non parlare della nuova sistemazione dell’idrovora Acquanera a Pernumia, che scarica in Vigenzone tutta la potenza del suo deflusso creando una specie di muro d’acqua che rallenta lo scarico delle piene, danneggiando così non solo il centro storico di Battaglia, ma anche Abano e Montegrotto... Ma quando ne fate una di buona? Avete bloccato lo sfioratore di destra dell’Arco di mezzo, amputando la bellezza della cascata d’acqua, che attirava lo sguardo ammirato di chi passava. Invece del solito cemento, si poteva progettare in armonia con la tradizione secolare delle porte a tenuta stagna in legno. No, i tecnici del passato erano stupidi perché usavano il legno. La Serenissima ha governato per secoli i problemi idraulici con la prudenza e con l’ascolto dei barcari, dei cavallanti e dei pescatori. Era gente, analfabeta, ma che viveva a contatto con il fiume e i canali: il Senato Veneto li riteneva più affidabili e obbligava gli ingegneri mandati da Venezia a consultarli, per imparare, con umiltà. E ora? Lasciamo perdere. Avete mutilato e deformato il funzionamento della conca di navigazione, gioiello di tecnica idraulica: e un burcio non può più passare. Il mandracchio superiore resta interrato, per non parlare di quello inferiore. Al semplice dragaggio del canale avete preferito affidarvi alla sproporzionata colata di cemento armato. Perché non avete prima informato i cittadini? Perché non avete considerato quanto è stato scoperto dagli studiosi che da molti anni si stanno occupando della storia del canale? Se lo facevate, vi avremo spiegato che a Battaglia è dal medioevo che c’è un’alta scuola di ingegneria idraulica fatta con il buon senso, la conoscenza dettagliata delle rive e delle correnti, e con il badile. Ma il fatto che mi addolora di più è che le mie preoccupazioni per lo scempio che state facendo non hanno trovato ascolto. Per forza! mi ritenete un ignorante di calcoli e di misure e di macchinari. Però il crollo della mura resterà per sempre un marchio di infamia, un disonore professionale che dovrebbe far pensare sulla qualità di voi tecnici e di voi politici a cui hanno affidato la cosa pubblica. Si ripete, in forma molto piccola, quello che è successo sul Vajont: si interviene sul territorio pensando solo al progetto, senza tener conto di tutto il resto, della natura e degli abitanti. Qualunque barcaro, o modesto abitante dei paesi d’acqua non avrebbe mai scavato in quel punto e in quel modo. Se fosse successo ai tempi della Serenissima non vorrei essere nei vostri panni per la gravità della condanna. Il nostro territorio è come il Titanic che sta affondando dopo lo scontro con uno dei troppi e pericolosi iceberg di cemento che continuano a formarsi, instancabili. - Riccardo Cappellozza / Battaglia Terme

Statale riaperta tra le proteste

il mattino di Padova — 30 ottobre 2009 pagina 25 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. «Non si muove più» assicura Pinato. Eppure forse si muove. Saranno pure assestamenti, ma c’è stato un nuovo allarme tra cittadini e residenti, nel primo pomeriggio di ieri. Pare che le palancole, piantate per formare un «muro di ferro» davanti all’argine, abbiano ceduto di qualche centimetro. Intanto ieri il sindaco di Battaglia e il suo vice hanno spedito una durissima lettera a tutti gli enti coinvolti. Sotto accusa la scelta, per molti incomprensibile, di riaprire la statale il giorno dopo lo smottamento che ha interessato 150 metri di mura. Malta e cazzuola. Una specie di cerotto. Si potrebbe definire così il «tappo» collocato nella fessura che si è aperta tra il muro di sostegno del canale e l’asfalto della strada. Ieri gli operai della ditta Biasuzzi erano al lavoro con malta e cazzuola per riempire il buco. Sotto lo sguardo perplesso dei residenti. Tappata con il calcestruzzo anche la crepa nella statale. Il fine è quello di impedire troppi danni in caso di pioggia, ma non si può pretendere una gran tenuta, né perfetta impermeabilizzazione. Le palancole. In un tratto di circa 5 metri, vicino al ponte dei Cavalanti dove il murazzo è crollato, le palancole si sono scollate di qualche centimetro, piegandosi leggermente. «Quando le hanno piantate, il materiale terroso non è stato pressato - sostiene il barcaro Riccardo Cappellozza - Il peso della strada e il transito dei veicoli stanno sforzando queste palancole, che a differenza delle altre sporgono per circa 5 metri, perché le hanno scoperte per cementare sotto. Con la sollecitazione della strada quindi si sono piegate». Inevitabile chiedersi se la riapertura al traffico, con il passaggio dei veicoli a due metri dal crollo, non abbia aggravato la situazione. La strada. Da ieri è riaperta al traffico leggero, in direzione Monselice-Padova. I veicoli circolano a una certa velocità, spesso non rispettano il limite dei 30 km orari. Il controllo spetta al personale della ditta Biasuzzi, che però deve anche lavorare al canale. La decisione dell’Anas di riaprire, il giorno dopo il nuovo cedimento, ha suscitato molte polemiche. «Di qua non si passa, siamo stanchi!» protesta un cartello collocato sulla strada dai residenti. «E’ una vergogna, abbiamo tutte le case rovinate, volete che capiti qualcosa?» è scritto su un altro. Chiusa per due settimane, la statale riapre con i lavori ancora in corso, il muro piegato, le crepe che si allargano nell’asfalto. J’accuse. Il sindaco Daniele Donà e il vice Alessandro Baldin scrivono a Genio, Galan, Soprintendenza, Anas, Prefetto. E Procura. Ricordano l’ulteriore smottamento e la crepa lunga 150 metri tra muro e statale. Avvisano: «Ulteriori cedimenti sono previsti, a nostro avviso, sulla massicciata stradale parallela al manufatto». Chiedono «se i lavori di palancolatura possono essere stati la causa del cedimento», e perché non si sia usata la tecnica «Still Worker», a zero vibrazioni. Chiedono poi se ci sono state indagini geologiche, se il muro ha avuto danni, se è previsto di impermeabilizzarlo, se ci saranno mitigazioni delle opere in cemento armato già realizzate. E chiedono di vedere progetto e calcolo statico della palancolatura, e progetto di ricostruzione. Il muro. Sette pezzi del murazzo crollato sono stati «messi da parte», sulla sponda opposta. «In settimana finiremo la platea centrale - spiega Tiziano Pinato del Genio - La prossima gettiamo il muro a ridosso delle palancole. Infine rifaremo il muretto, con anima in calcestruzzo e rivestimento in mattoni, come vuole la Soprintendenza. Lo rivestiremo con i marmi recuperati. Tempo tre settimane». - Francesca Segato



 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 5/11/2009, 21:03Quote

Advanced Member

Group: Moderator
Posts: 256


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 12:30


Dal gazzettino:
BATTAGLIA Un gruppo di residenti ha chiesto l’intervento di un legale per avviare una causa
Crepe alle case, arriva l’avvocato
Gli ambientalisti: «È giusto che a questo punto sia fatta chiarezza sulle responsabilità»
Giovedì 5 Novembre 2009,
Dalle parole ai fatti. Un gruppo di cittadini si sta attivando per passare alle vie legali dopo il crollo dell’argine del canale Battaglia. Giovedì prossimo incontreranno nella sala del gemellaggio l’avvocato Eva Vigato per capire come fare per chiedere i danni causati dai lavori di risistemazione del muretto franato.
I residenti lamentano nuove crepe che deriverebbero dall’infissione delle palancole. «Vogliono anche tutelarsi per il futuro – spiega Massimo Rizzo, consigliere della lista “Progetto democratico” – Chi ci assicura che fra qualche tempo non si verifichi un altro crollo? L’incontro con l’avvocato è libero a tutti. Se qualcuno ha delle responsabilità è giusto che paghi».
La decisione di organizzare una riunione “ad hoc” con un legale è stata presa l’altra sera in occasione dell’assemblea coordinata dall’associazione “La Vespa” e “Gruppo studenti Bassa Padovana”. Sono intervenute circa ottanta persone: tutti hanno il dente avvelenato per come sono stati gestiti i lavori. «I cittadini mi continuano a telefonare – sottolinea Rizzo – Segnalano nuove crepe sulle loro case. E hanno paura per ciò che potrà ancora accadere. Ho parlato personalmente con Tiziano Pinato, responsabile del Genio civile di Padova: mi ha assicurato che i lavori stanno procedendo con tutti i crismi. Ma non ho una certificazione scritta che attesti le sue parole».
All’assemblea era presente anche Francesco Miazzi, ambientalista. «Sfido chiunque a dire che i residenti non hanno subito dei danni – commenta - Il prossimo passo sarà individuare le responsabilità. Siamo di fronte ad un caso di concorso di colpa. Ci faremo spiegare dall’avvocato il tipo di azione legale che i cittadini, insieme ai commercianti, potranno intentare. È giusto che a questo punto emergano le responsabilità: qualcuno ha autorizzato i lavori, qualcun altro li ha eseguiti».
Intanto i residenti di via Maggiore continuano a segnalare episodi di violazione del codice della strada: durante la giornata si formano delle code anche di quattro o cinque auto in strada Battaglia, verso Monselice, nel tratto corrispondente al muro crollato. Aspettano che dall’altro senso non arrivi più nessuno e poi, in barba al divieto, percorrono la strada contromano.
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 6/11/2009, 19:06Quote

Advanced Member

Group: Moderator
Posts: 256


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 12:30


Quanta superficialità in questo intervento»

il mattino di Padova — 04 novembre 2009 pagina 36 sezione: PROVINCIA
Siamo gli alunni delle classi seconde della Scuola media «Alessandro Volta» di Battaglia Terme, il paesino dove, durante l’impermeabilizzazione del canale, è crollata una parte del muro risalente al 1189 provocando seri danni anche alla strada statale che si trova lungo il corso d’acqua. A causa di questo incidente, probabilmente i lavori subiranno dei ritardi e l’acqua non tornerà a scorrere in paese per ancora diverso tempo, causando la cancellazione di manifestazioni per noi importanti come «Il presepe sull’acqua» e «Il canale fiorito». Molti dicono che con i lavori in corso si aggiusterà tutto nei tempi previsti, però nessuno di noi è realmente convinto che sarà così, perché anche se il muro verrà ricostruito, difficilmente sarà come quello di un tempo. E’ per questo che volevamo esprimerle la nostra amarezza e tristezza per l’errore, di sicuro dannoso per la storia del nostro paese; vorremmo riuscire a far sentire quanto per noi sia importante il Canale! Anche se le opere in corso erano state autorizzate per risolvere definitivamente le continue infiltrazioni d’acqua che interessavano anche diverse abitazioni, si può immaginare come ci sentiamo nel vedere il fondo del canale attraversato da camion, ruspe e addetti ai lavori come se fosse un’autostrada? Ciò che ci turba più di ogni altra cosa è però la superficialità con cui sembra sia stata affrontata l’intera vicenda, a dimostrazione di come non ci si sia curati a sufficienza del prestigio e del valore di questa antica opera d’arte! Nella speranza che la situazione possa tornare alla normalità al più presto, porgiamo cordiali saluti - Gli alunni / delle classi II A e II B / della scuola media / «Alessandro Volta» / Battaglia Terme
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 7/11/2009, 09:13Quote

Advanced Member

Group: Moderator
Posts: 256


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 12:30


dal gazzettino della scorsa settimana


BATTAGLIA Auto contromano e camion che non rispettano i limiti, soprattutto di notte
I fuorilegge di strada Battaglia
Il sindaco Daniele Donà fa aumentare i controlli agli agenti della polizia municipale
Mercoledì 4 Novembre 2009,
Le crepe su strada Battaglia? Il vero problema adesso è un altro. Alla polizia municipale sono arrivate segnalazioni di auto che, soprattutto di notte, percorrono i trenta metri di statale interdetti in senso contrario. Con il rischio che si scontrino frontalmente con quelle provenienti da Monselice. Uno di questi episodi s’è verificato l’altro giorno sotto gli occhi di una pattuglia della municipale: un anziano, che stava uscendo dal centro del paese, si è immesso sull’Adriatica verso sud, come se nulla fosse. Fortuna ha voluto che in quel frangente non passasse nessuno in direzione opposta. In questo caso la pattuglia ha chiuso un occhio e il conducente si è solo beccato una ramanzina.
E non è finita, sono state rilevate anche infrazioni da parte di camionisti. Su strada Battaglia vige da vent’anni il divieto di transito per i mezzi con carico superiore alle 3,5 tonnellate. Ebbene, molti camionisti senza scrupoli continuano a passare, in barba ai segnali stradali. Giusto ieri uno di loro ha questionato con i tecnici del Genio civile: voleva assolutamente transitare. Alla fine ha fatto marcia indietro.
«Ma ho l’impressione che di notte ci sia l’anarchia più totale - sottolinea Tiziano Pinato, responsabile del Genio di Padova - La ditta che sta eseguendo i lavori ha delegato ad un’impresa di vigilanza privata il controllo notturno della segnaletica. Tuttavia i vigilantes non hanno titolo per fermare i camion che passano o le auto che prendono la strada in senso contrario».
Pinato torna poi sulla questione delle crepe: «Era tutto ampiamente previsto. La strada si sta assestando, tutto qua. Ci sono delle fessure molto più profonde in tangenziale e nessuno dice niente. Stiamo rispettando la tabella di marcia. Sarà nostra responsabilità autorizzare la riapertura della statale in entrambi i sensi di marcia entro fine novembre».
Intanto il sindaco Daniele Donà ha chiesto ai tre agenti della municipale più controlli su strada Battaglia. «Qualche automobilista, o camionista, non sa nemmeno cosa sia l’educazione stradale - commenta con l’amaro in bocca il primo cittadino - I vigili, che già stanno facendo un ottimo lavoro, si apposteranno sulla statale più volte al giorno per monitorare la situazione».
Gloria Cesarotto
Martedì 3 Novembre 2009,
Mentre nell'alveo del canale di Battaglia i lavori di consolidamento della sponda franata proseguono, anche sotto la pioggia caduta ieri, è fissato per stasera alle 21, nella sala del gemellaggio all’entrata del parco Inps a Battaglia Terme, un incontro pubblico dal titolo "Un canale distrutto e cementificato... a colpi di Genio". Tra i relatori, esponenti della minoranza consiliare di Battaglia e di gruppi ambientalisti come Francesco Miazzi, Gianni Sandon e Massimo Rizzo, introdotti da Paolo De Marchi. La tesi, dimostrare il "disastro annunciato" che si celerebbe dietro al crollo.
Intanto ieri il sindaco ha effettuato un sopralluogo. «Ho controllato l'avanzamento dei lavori - dichiara il sindaco Daniele Donà - se il tempo tiene siamo pronti a riaprire la strada in entrambi i sensi di marcia tra due o tre settimane al massimo». Le tempistiche annunciate dal primo cittadino trovano conferma nelle parole dell'ingegnere Tiziano Pinato, responsabile del Genio civile di Padova, che però avanza qualche consiglio all'amministratore locale circa la gestione e il controllo della viabilità.
«Entro due settimane contiamo di riuscire ad aprire la strada e, se non ci saranno intoppi, entro un mese completeremo l'intera opera - anticipa - Lavoriamo a pieno ritmo nonostante la pioggia per finire il prima possibile. Stiamo completando il rivestimento del fondo in calcestruzzo e la messa in sicurezza delle murature perimetrali. Ormai i lavori conseguenti al crollo sono terminati, non ci sono stati più cedimenti - precisa - nessun pericolo, solo falsi allarmismi. Il vero problema è che la strada dovrebbe essere percorsa solo da auto ai 30 all'ora, purtroppo chi di competenza non riesce a controllare il traffico. Il sindaco - suggerisce Pinato - dovrebbe organizzarsi con la prefettura o con i suoi vigili affinché si turnino per garantire fino alla fine dei lavori una costanza nel presidio. Io stesso ho assistito in questi giorni al passaggio di carichi eccezionali, incompatibili con questo tratto viario al di là del crollo, dovrebbero essere banditi anche dopo la riapertura completa della strada, come lo dovevano essere prima».
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 11/11/2009, 19:22Quote

Advanced Member

Group: Moderator
Posts: 256


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 12:30


Bravi ragazzi! Bravo Massimo! Che queste siano solo parole o che seguano i fatti, questa presa di posizione non ci sarebbe mai stata senza le vostre iniziative! Lasciamo perdere le affermazioni gratuite e quelle ipocrite ma non sorvolate sulle offese!

Mercoledì 11 Novembre 2009,
(F.Cav.) Il comune di Battaglia è pronto a fare da capofila per intentare un’azione legale collettiva con i cittadini eventualmente danneggiati dal crollo dell’argine.
L’annuncio arriva direttamente dal vicesindaco Alessandro Baldin che mette in guardia dalle richieste danni "fai da te".
«Ho saputo che si sta formando un apposito comitato - sottolinea - Vorrei ricordare che l’amministrazione è stata sempre presente. Abbiamo stabilito un contatto con gli organi amministrativi regionali e presidiato il cantiere ogni giorno. Come abitanti di Battaglia siamo tutti sulla stessa barca. Ebbene, cosa intende fare questo comitato? Alla fine rischia, pur rivendicando istanze legittime, di essere strumentalizzato da chi ha il solo scopo di farsi propaganda».
Baldin continua la sua analisi: «È dallo scorso 12 ottobre, giorno del crollo, che l’amministrazione sta attuando l’unica strategia possibile: operare con ogni mezzo per la salvaguardia del bene storico e la tutela dei residenti che hanno subito dei danni. Ci vorrà tempo, è stata una vera e propria emergenza. In ogni caso ho avuto una particolare rassicurazione dal presidente della Regione Giancarlo Galan: il crollo del canale è una delle priorità della sua agenda».
Intanto ieri si è tenuta una riunione tecnica in municipio.
Era presenti rappresentanti dell’Anas, del Genio civile e dell’amministrazione comunale amministrazione. Sono intervenuti anche i carabinieri di Battaglia, la polizia municipale e rappresentanti della protezione civile.
«È stato rilevato che le crepe su via Maggiore sono dovute all’assestamento», commenta il sindaco Daniele Donà.
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 11/11/2009, 20:50Quote
Avatar

Senior Member

Group: Administrator
Posts: 541
Location: Battaglia Terme


Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/12/2009, 21:48


Finalmente si sente una voce istituzionale: il vicesindaco Alessando Baldin che ci rassicura dei suoi buoni rapporti con il presidente della regione Galan, sinceramente continuo a pensare che nell'articolo del gazzettino non ci siano risposte ma semplicemente rassicurazioni infondate, il fatto che per Galan il problema del canale sia prioritario nella sua agenda non mi tranquillizza, sono dieci anni che è a conoscenza del disastro ecologico della C&C a Battaglia Terme!.
Personalmente non credo che il problema degli abitanti che abitano a ridosso della mura del canale ,le stesse che hanno sentito l'esigenza di dare vita al comitato in difesa di Battaglia, temano la strumentalizzazione politica perchè sicuramente a loro sta più a cuore la messa in sicurezza del canale e delle loro case, poco conta se questo lo farà un presidente della regione leghista o berlusconiano, d'altraparte bisognava sciegliere tra un informazione "fai da te" è un amministrazione latitante.
Caro Alessandro,tu dici: "come abitanti siamo tutti sulla stessa barca" Magari! Barche a Battaglia Terme per opera di questa scellerata opera non se ne vedranno mai più, sarà per sempre compromessa la navigabilità del canale.
 
P_MSG P_EMAIL P_WEBSITE Top
view post Posted on 13/11/2009, 18:15Quote

Advanced Member

Group: Moderator
Posts: 256


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 12:30


Di chi parla il nostro amico?

Baldin contro comitato

il mattino di Padova — 11 novembre 2009 pagina 34 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Cerca di rompere il fronte, il vicesindaco Alessandro Baldin. Che torna a far sentire la sua voce per attaccare il nascente comitato dei cittadini. E difendere l’operato della sua amministrazione. «Mi arrivano con insistenza notizie sulla formazione di un comitato di cittadini». «Sarebbe nato in relazione alle problematiche sorte con i lavori del Genio Civile sul Canale Battaglia - dichiara Baldin - Vorrei ricordare ai cittadini che l’amministrazione comunale non ha disertato assolutamente la faccenda. Si è difesa sia con la presenza assidua in cantiere, sia con il contatto diretto con gli organi amministrativi regionali, sia con i comunicati alla stampa. Stiamo tutti dalla stessa parte poiché siamo tutti abitanti di Battaglia. Vi metto in guardia dal partecipare a queste iniziative - continua - che portano solo benefici a chi vuole montare la polemica. Cosa vuol fare questo comitato? Rivendicare legittime istanze o più subdolamente essere strumento di quei pochi che hanno come fine ultimo, la banale propaganda politica di loro stessi o l’accredito, dell’uno o l’altro consulente di turno, in cerca di pubblicità?». Sarà, ma molti residenti non si sono sentiti sufficientemente tutelati: al punto da voler costituire (spontaneamente) il comitato stesso. Il vicesindaco li invita a lasciar perdere e ad affiancarsi all’amministrazione. Assicura di aver sentito Galan, promette anche un’azione legale collettiva. «E’ dal giorno del crollo della parte di murazzo che si studia e si attua la giusta strategia» sostiene Baldin. (Francesca Segato)
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 25/11/2009, 15:42Quote

Advanced Member

Group: Moderator
Posts: 256


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 12:30


Martedì 24 Novembre 2009,
C’è una data certa. Il prossimo 2 dicembre, a meno di clamorosi sviluppi, strada Battaglia verrà riaperta in entrambi i sensi di marcia. La notizia è stata data ieri pomeriggio al termine del vertice che si è tenuto in municipio fra Genio civile, Anas, Provincia, Sita, vigili urbani, polstrada e carabinieri di Battaglia. Per il Comune erano presenti il sindaco Daniele Donà e il suo vice Alessandro Baldin.
Facce distese dopo la tavola rotonda: a quasi due mesi dall’inizio dell’emergenza si vede finalmente uno spiraglio. Poche ore prima della riapertura la statale verrà completamente bloccata per permettere l’asfaltatura della sede stradale. Seguirà il via libera, tramite ordinanza, da parte dell’Anas. Sarà compito della municipale di Battaglia intensificare i controlli sul medesimo tratto di statale: ai mezzi superiori alle 3,5 tonnellate è interdetto il passaggio, se non con apposita autorizzazione. A questo proposito il municipio sta studiando un’apposita zona a traffico limitato. Probabile l’installazione di telecamere fisse, magari con un contributo economico da parte della Regione, che vigileranno 24 ore su 24: i camionisti furbetti saranno tenuti a pagare una sanzione. Rimane in sospeso la questione dei trasporti eccezionali, vera e propria spina nel fianco per comune e Provincia (i due enti che forniscono il lasciapassare). I bestioni carichi di manufatti lunghi decine di metri non possono transitare lungo l’autostrada per arrivare a porto Marghera: i cavalcavia sono troppo bassi. L’unica alternativa è, ancora una volta, strada Battaglia. Ma non era stato proprio Tiziano Pinato responsabile del Genio civile di Padova, a puntare il dito contro i tir eccezionali in merito al crollo dell’argine? «Sì, è vero - risponde il vicesindaco Baldin - Tuttavia, il vero problema è che sono passati dei trasporti eccezionali mentre il Genio stava compiendo i lavori di impermeabilizzazione del canale. D’ora in poi valuteremo di caso in caso se rilasciare il permesso al transito. Ci vuole una stretta in questo senso».
Il nodo rimane dunque irrisolto. «Si tratta sempre di una strada statale - commenta Baldin - Dopo i lavori effettuati dal Genio non ci saranno più problemi dal punto di vista statico. L’argine del canale, fra palancole e muro, è spesso 140 centimetri».
Secondo il crono programma l’invaso del canale dovrebbe avvenire a metà gennaio: sarà la vera e propria prova del nove.
Martedì 24 Novembre 2009,
(F.Cav.) Il muro del canale Battaglia è crollato il 12 ottobre verso le 12.30. Un’ora dopo il sindaco Daniele Donà firmò l’ordinanza di chiusura della statale in entrambi i sensi di marcia. A nulla valse l’incontro fra una delegazione di sindaci e il prefetto Ennio Mario Sodano per ottenere la liberalizzazione dell’autostrada A13 nel tratto Terme Euganee-Monselice. Strada Battaglia è stata riaperta in un senso di marcia, verso Padova, ad inizio mese. Nel frattempo il primo cittadino ha avviato un monitoraggio fra i residenti di via Maggiore per valutare eventuali danni subiti.
I primi di dicembre riaprirà la statale Adriatica

il mattino di Padova — 24 novembre 2009 pagina 26 sezione: PROVINCIA
BATTAGLIA. Martedì 1 dicembre, giovedì 3 in caso di ritardi: sono le date per la riapertura al traffico, in entrambe le direzioni, della statale 16. Date che escono dal vertice tenutosi nel pomeriggio di ieri, in municipio, tra Genio civile, Comune, settore trasporti della Provincia, Anas, Protezione civile, carabinieri e polizia. Un summit convocato dall’amministrazione per fare il punto dei lavori, dopo il crollo del murazzo sull’argine del canale Battaglia, verificatosi un mese e mezzo fa. La statale, al momento, è transitabile solo in direzione Padova. Per l’inizio del prossimo mese sarà riaperta in entrambe le direzioni, ponendo fine ai pesanti disagi per automobilisti e pendolari. «Entro quella data il Genio avrà terminato i lavori necessari per la riapertura - spiega il sindaco Daniele Donà al termine della riunione - A quel punto l’Anas dovrà esprimere il proprio assenso per l’idoneità della strada ad essere percorsa in entrambi i sensi di marcia. Verrà quindi rimossa la cartellonistica che indica la deviazione e il transito potrà riprendere normalmente». Sono in corso in questi giorni la ricostruzione e il consolidamento del murazzo crollato. Poi verrà ripristinata la copertura del muro di sostegno e sarà collocato un guardrail. Verrà rifatto il manto stradale dove il cedimento ha aperto ampie crepe. Alla riunione di ieri si è accennato anche alle preoccupazioni dei residenti per le crepe nelle loro abitazioni. «Ho riferito dell’incontro con i residenti - riporta il sindaco- e ho fatto presente al Genio le loro preoccupazioni». C’è una data anche per il completamento dei lavori del Genio: entro la prima o seconda settimana di gennaio, l’acqua dovrebbe tornare nel canale. Il che, intanto, significa addio al tradizionale presepe galleggiante. - (Francesca Segato)
 
P_MSG P_EMAIL Top
view post Posted on 26/11/2009, 22:29Quote

Advanced Member

Group: Moderator
Posts: 256


Status: Offline: ultima azione eseguita il 13/12/2009, 12:30


Luci spente
in 60 negozi
per dire no
all’ipercentro
Giovedì 26 Novembre 2009,
(F.Cav.) Luci spente da stasera a lunedì in circa sessanta negozi del paese. Per cinque giorni dalle 19.30 i commercianti abbasseranno serrande e interruttori per protestare contro il nuovo centro commerciale che dovrebbe sorgere a Due Carrare, in prossimità del casello dell’autostrada. "Questo è lo scenario se a Battaglia chiuderanno i negozi”, si leggerà su ogni vetrina.

Questa cosa è interessante e va considerata col dovuto peso e interesse perchè c'è un motto che dice: prima sono venuti a prendere i neri e tu non hai fattto nulla, poi gli ebrei e tu non hai fatto nulla, poi i socialisti e tu non hai fatto nulla, poi i rom e tu non hai fatto nulla, poi sono venuti a prendere te e nesuno ha fatto nulla.
E' un motto che parla alla democrazia e ai diritti ma che possiamo allargare: Prima hanno chiuso i cinema e tu non hai fatto nulla(tanto c'era il multiplex), poi hanno chiuso gli spazi pubblici e tu non hai fatto nulla(tanto c'è la tv), poi hanno chiuso l'inps e tu non hai fatto nulla(tanto ci sono gli alberghi di abano), poi hanno chiuso la galileo e l'hanno riempita di rifiuti inquinati e tu non hai fatto nulla(tanto ce n'è di lavoro e poi è la in fondo), poi hanno chiuso i negozi e tu non hai fatto nulla(tanto c'è l'ipermercato! Ecco il ragionamento si può allargare, ecco perchè è utile difendere i negozi: per noi per Battaglia. Anche se quando molti anni fa e la parrocchia aveva deciso di chiudere il cinema roma, solo dei ragazzini(della vespa) hanno scritto e provato a comprarlo per tenerlo aperto. O per il negozio di Lombello(già allora la vespa parlava di perdita) O sull'inps o sulla galileo o ul canale. Non s'impara a nuotare quando l'acqua arriva alcollo, perchè può essere troppo tardi è molto meglio imparare a nuotare prima, molto prima. Ma tant'è adesso al comune di Battaglia c'è la lega e vedrete che riolverà tutto!
 
P_MSG P_EMAIL Top
14 replies since 3/9/2008, 15:05
 
Reply

Fast reply

You need to register in order to post: click here